Scritto il 27 febbraio 2007 alle 20:32 da NRK in Applicazioni, Varie ed eventuali
Per seguire i feed che ho sottoscritto sfrutto le funzionalità di Mozilla Thunderbird e questo mi permette di leggere e conservare sia posta che messaggi dai blog in un programma unico, una possibilità che ritengo molto comoda. Di contro però bisogna ammettere che come feed reader non è che sia proprio il massimo della vita, questo mi ha portato più volte negli ultimi tempi a chiedermi se non fosse il caso di trovare qualche alternativa. Ho pensato di utilizzare qualche aggregatore web ma a me piace conservare tutti i messaggi interessanti in modo da poterli leggere anche offline e l’utilizzo di un’applicazione web renderebbe il tutto particolarmente scomodo in questo senso. Ho fatto ugualmente qualche prova con Google Reader ma mi è sembrato dannatamente lento e pesante (sono l’unico?) soprattutto se confrontato con Google Mail che invece è una scheggia, inoltre non mi piace particolarmente in termini di usabilità e di interfaccia. Bloglines al contrario è molto veloce, ma è anche parecchio spartano. Tornando alle applicazioni tradizionali in ambiente Windows ho escluso a priori RSS Bandit, che non mi è mai piaciuto particolarmente, mentre invece Omea Reader mi incuriosisce da tempo e qualche volta in passato l’ho anche provato, però l’idea di avere altri 60 mb in memoria (quando va bene) oltre ai 45 di Thunderbird mi infastidisce un po’ pur avendo 2GB di RAM sul computer che uso di solito: è una questione di principio. Avevo pensato anche a FeedDemon dopo averne sentito pareri positivi in giro ma sinceramente l’idea di spendere 30 dollari per leggere i feed non mi attira proprio. Sono indeciso, se continua così mi sa che terrò Thunderbird come feed reader e magari già che ci sono questa sera proverò a installare l’ultima beta della 2.0 sul muletto per capire se hanno migliorato qualcosa per la gestione dei feed. Consigli?
Scritto il 25 febbraio 2007 alle 15:20 da NRK in Internet e dintorni, WordPress
Questa mattina, complice il blocco del traffico nel nord Italia intero (anche se non sarei comunque uscito visto che in questo momento sta piovendo), mi ero finalmente deciso di aggiornare la versione di WordPress che utilizzo per questo blog passando dalla 2.0.x alla 2.1.x, se non fosse che WordPress Italy è risultato irraggiungibile (e lo è ancora nel momento in cui sto scrivendo) a causa di un problema esteso a moltissimi domini ospitati da DreamHost per complicazioni in seguito a lavori nella loro server farm, per cui niente versione localizzata in italiano per effettuare l’aggiornamento. Probabilmente è in atto una cospirazione nei miei confronti, è la terza volta che per un motivo o per l’altro non riesco a effettuare l’aggiornamento.
A questo punto ho cambiato radicalmente i miei piani approfittandone per provare a creare un mio OpenID sfruttando MyOpenID come server di appoggio e il tutto parrebbe funzionare particolarmente bene dato che ho già utilizzato il mio nuovo OpenID per effettuare la registrazione su due siti. Come ciliegina sulla torta mi sono permesso anche una finezza e, anziché utilizzare come identity page quella generata di default dopo la registrazione dell’account, ho pensato di sfruttare il mio dominio per avere un URL più personale delegando comunque al server di MyOpenID tutti i meccanismi di autenticazione veri e propri: bastano pochi e semplici accorgimenti nella pagina che volete diventi la vostra nuova identity page come spiegato nel dettaglio in questa pagina. Oltre a ottenere un URL più personale, in questo modo è possibile cambiare il provider di identità in qualsiasi momento e senza troppi problemi andando semplicemente a modificare i valori inseriti nella pagina per la delegazione.
I siti e i servizi che supportano OpenID sono in costante crescita e anche Microsoft ha annunciato il supporto per questo sistema di autenticazione. La mia idea sarebbe rendere possibile l’invio di commenti su questo blog utilizzando non solo i classici metodi di autenticazione messi a disposizione da WP ma, a discrezione degli utenti, anche i propri OpenID. Ho già identificato qualche plugin che potrebbe tornarmi utile e ho già fatto qualche prova, prossimamente vedrò cosa si può fare. Per ulteriori dettagli su OpenID esiste, come al solito, una pagina dedicata su Wikipedia.
Scritto il 24 febbraio 2007 alle 14:14 da NRK in Informatica, Internet e dintorni, Varie ed eventuali
Mentre ho passato un’altra settimana a evadere casini di varia natura in ufficio con conseguente voglia di postare sul blog pari a zero, tutti si sono cimentati nel tiro al bersaglio sparando sulla croce rossa. Nello specifico, si è materializzata nel giro di poche ore un’impressionante scia di polemiche e commenti, praticamente tutti rigorosamente negativi, in seguito all’apertura del supermegaultrahyperuber-portale per promuovere all’estero il turismo in Italia: Italia.it.
Il problema alla base di tutto è nella realtà molto semplice: nonostante in origine per questo progetto fosse stata stanziata una cifra di soldi allucinante (45.000.000 €, di cui 7.000.000 € solo per la parte di studio e realizzazione informatica), il portale che ne è risultato sembra esser stato partorito, almeno per la parte frontend, da uno staff formato da un misto di principianti e menefreghisti di standard e accessibilità. Oggi noto che sono già state modificate alcune cose rispetto a due giorni fa, per esempio sono sparite due intro in flash inutili e fastidiose ed è stato sistemato un clamorosissimo errore di encoding nella pagina Chi siamo… anzi, a dire il vero in questa pagina sembra esser sparito anche l’elenco dello staff, non solamente tecnico, che ha partecipato al portale (hanno vergogna?). Come se non bastasse, il sito soffre anche di falle che lo lasciano esposto a potenziali attacchi di XSS e Script Injection. L’icona rappresentativa di questo _scegliete_voi_l’aggettivo_che_più_vi_piace_ è il logo del portale, 100.000 € (stando ai report) spesi per un risultato osceno. Non male, veramente.
Non vi fornirò link in particolare, ma potete leggere l’accumularsi delle reazioni di una buona fetta della blogosfera italiana tramite blogbabel con questa ricerca preconfezionata.
PS: A proposito di blogbabel, ho notato un pò di tempo fa che anche il mio blog è in elenco, ovviamente in posizioni abbastanza infime. Non avendo effettuato alcuna submission direi che qualche lettore a me ignoto ha inviato il link al posto mio, lo ringrazio per questo e per aver messo una pezza a ciò che la pigrizia non mi aveva ancora consentito di fare
Scritto il 18 febbraio 2007 alle 16:29 da NRK in Animazione e Fumetto
Anche se con un pò di ritardo, visto che la notizia risale al primo di febbraio, ho scoperto con estremo piacere che quest’anno verrà finalmente distribuito in Italia uno dei film di animazione nipponica più rappresentativi e di valore dell’ultimo decennio: Millennium Actress (titolo originale: 千年女優 – sennen joyuu). Si tratta del secondo film diretto da Satoshi Kon, regista di animazione la cui affermazione a livello internazionale si è ormai consolidata con la prima mondiale al 63° Festival Internazionale del Cinema di Venezia del suo ultimo lavoro cinematografico intitolato Paprika, opera dalle connotazioni di stampo sci-fi basata su un romanzo omonimo del 1993 di Yasutaka Tsutsui.
Ecco la traduzione della descrizione fornita in occasione della presentazione al Fantasy Festival 2001 (Montreal) in cui ha vinto il primo premio come miglior film di animazione:
Genya Tachibana è un regista nonchè presidente di una piccola casa di produzione. Un giorno viene contattato dai famosi Studi Gin Ei per chiedergli di dirigere un documentario commemorativo dei loro 70 anni di attività. Genya sceglie come soggetto la leggendaria attrice Chiyoko Fujiwara, stella del cinema che 30 anni prima decise di terminare la sua carriera sparendo definitivamente dalla scena pubblica. Chiyoko Fujiwara rappresenta un vero e proprio enigma del cinema su cui nessuno sembra esser mai riuscito a far luce. Genya è ossessionato da questa stella ormai decaduta ed è deciso a rivelare la verità dietro al suo segreto. Accompagnato da un giovane cameraman, Genya riesce a entrare in contatto con Chiyoko che nel frattempo è ormai diventata un’anziana donna che vive da sola in una casa isolata. Al primo incontro Genya capisce che Chyoko, nonostante sia stata inesorabilmente toccata della mano del tempo, non ha perso nulla del suo fascino e della sua energia. Per guadagnare la sua fiducia le porta una vecchia chiave con un notevole valore affettivo per la donna che consente a Chyoko di cominciare rapidamente a ricordare le sue memorie. L’intervista ha così inizio e i tre protagonisti vengono sbalzati indietro nel tempo, visitando ogni frammento di ciò che è ormai è andato perso e dove il presente e il passato si mescolano insieme. I ricordi dell’attrice si trasformano presto in una grande avventura dove il cinema si confronta con la sua storia personale e un’incredibile amore, in conflitto con il suo stile di vita fuori dalla normalità, viene infine alla luce…
Millennium Actress è uno di quei film pressochè impossibili da descrivere. Non è un’opera da considerare tanto per la sua storia, tutto sommato semplice, quanto per il modo in cui viene raccontata attraverso un’ottima regia che riesce a fondere in maniera magistrale la realtà e il presente relativi alla trama con i ricordi dell’attrice vissuti sotto forma di passaggi onirici e quasi fantastici, fino al punto da portare lo spettatore a non percepire più alcun distacco tra le due componenti durante la visione. Ma oltre alla già citata regia, il film gode anche di una sceneggiatura notevole scritta da Sadayuki Murai, probabilmente uno dei migliori sceneggiatori di animazione (ma non solo) attualmente sulla piazza in Giappone, in cui si può riconoscere tutto il suo stile nella composizione e nella stesura di una trama non lineare ma al tempo stesso fluida con dialoghi particolarmente curati fino alla singola frase, quasi un suo marchio di fabbrica che caratterizza da tempo tutti i suoi lavori migliori non solo cinematografici. La realizzazione tecnica è pressochè impeccabile e, come tutti i film di Satoshi Kon, le animazioni di Millennium Actress portano la firma di MadHouse, uno dei più noti e grossi studi di animazione nipponici che in ambito internazionale ha creato due dei cortometraggi animati che hanno composto la serie The Animatrix. Su YouTube è possibile visionare il trailer dell’edizione americana distribuita nei cinema da Dreamworks, anche se non rende minimamente giustizia al film e il montaggio lo fa sembrare quasi d’azione quando nella realtà non è per niente tale. Chi è convinto che l’animazione (soprattutto nipponica) sia destinata soltanto ai bambini o alla meglio a un pubblico molto giovane, allora dovrebbe dare un’occhiata a questo film per trovarsi di fronte all’occasione per cambiare finalmente idea.
Già che ci sono, per quanto riguarda Paprika il suo debutto nei cinema italiani sarà il 9 marzo di quest’anno. Sempre su YouTube si possono trovare due dei trailer giapponesi, uno corto e uno lungo, mentre sulla pagina principale del sito ufficiale del film è in linea un montaggio promozionale del film della durata di circa 2 minuti (i testi in giapponese durante il filmato riportano semplicemente i membri principali dello staff). Sicuramente tornerò a parlarne non appena avrò avuto modo di vederlo.
Scritto il 18 febbraio 2007 alle 12:19 da NRK in Varie ed eventuali
Durante la settimana appena trascorsa è iniziato il trasloco in un nuovo stabile di alcune aree dell’azienda in cui lavoro e il reparto IT è stato tra i primi a migrare. L’evento in sè non è stato particolarmente doloroso, anche perché la nuova sede è a pochissime centinaia di metri da quella vecchia che verrà comunque mantenuta e l’infrastruttura informatica è in buona parte già funzionante (tanto che è già attiva da qualche settimana un’interconnessione punto-punto ad alta velocità tra le due costruzioni), il vero trauma è stato dover prendere tutto quello che avevamo in giro e vagliare cosa doveva rimanere nel vecchio stabile, cosa doveva andare nel nuovo, cosa rifilare nel magazzino e cosa buttare del tutto senza passare dal via. Pezzi di computer vecchi, cianfrusaglie, carte, cartacce, cavi, cavetti, scatole, cd, polvere, topi… tutto accumulatosi nel corso di 6 anni, in molti casi anche in maniera piuttosto disordinata grazie al casino cronico di qualche mio collega ma soprattutto a causa della saturazione totale degli spazi raggiunta negli ultimi 2 anni nella vecchia sede, fattore che rappresenta alla fine il motivo principale dello sdoppiamento in due costruzioni separate. Alla fine ho passato 10 ore di seguito, tra martedì e mercoledì, a raccattare, vagliare, smistare e inscatolare insieme a un mio collega e mezza giornata a riesumare tutto il necessario nel nuovo ufficio, per poi finire il resto della settimana a sistemare in giro le solite “varie ed eventuali”. Insomma non voglio più sentir parlare di traslochi per qualche anno! Ecco come si presenta la mia postazione (finalmente decente):
