Scritto il 25 marzo 2007 alle 10:37 da NRK in Varie ed eventuali, WordPress
Da qualche mese mi ero accorto di essere stufo del vecchio tema di clorophilla.blog e volevo qualcosa di nuovo, eppure non riuscivo a trovare una veste grafica che mi convincesse per poter cambiare finalmente la facciata del blog fino a quando, l’altro giorno e quasi per caso, sono incappato in un tema che per qualche strano motivo mi ha colpito: RefreshWP. Si tratta di un port a WordPress realizzato da Navjot Singh seguendo l’originale Refresh di StyleShout e, come quest’ultimo, rilasciato dietro licenza CC Attribution che mi ha permesso di rielaborarlo a mio piacimento. Il mio rifacimento, da considerarsi ancora in piena lavorazione, per ora non mostra differenze particolarmente evidenti rispetto a come si presenta il tema originale eccezion fatta per la traduzione in italiano, una larghezza maggiorata al fine di ospitare meglio i contenuti (dalle statistiche ho notato che in pochissimi accedono a una risoluzione inferiore a 1024×768, per cui sinceramente ho preferito ospitare meglio i contenuti e soprattutto le porzioni di codice che mi capita di riportare in diverse occasioni) e la sidebar portata a destra, ma nella realtà ha subito anche parecchie piccole modifiche visuali agli stili e ben maggiori modifiche nel codice XHTML e PHP del tema stesso… anzi, diciamo che almeno il 70% del codice XHTML e PHP è stato riscritto. In generale mi ritengo abbastanza soddisfatto del risultato anche se c’è ancora da lavorarci e più avanti sistemerò altri dettagli grafici come l’header, che voglio cambiare possibilmente con qualcosa di radicalmente differente, e lo stile della sidebar di cui non mi piace la visualizzazione dei titoli dei box. Fatto questo passerò all’implementazione di qualche nuova cavolata da aggiungerci (l’originale per esempio supporta i gravatar, anche se per ora non ho abilitato il plugin), ovviamente non ho la più pallida idea di cosa mi inventerò. L’utilità di tutta questa operazione in fondo non è soltanto quella di rendere più leggibile e comodo questo blog per chi vi accede via web, ma anche quella di poter approfondire meglio i CSS da me sempre trascurati un po’ troppo con la scusa di non realizzare quotidianamente siti web. Ora però prometto che tornerò a parlare di programmazione…
Scritto il 21 marzo 2007 alle 21:33 da NRK in Programmazione, Ruby
Con il messaggio di oggi intendo dare spazio a un’inutile curiosità da sviluppatore software. A chi programma in Ruby oppure è agli inizi con questo linguaggio e sta divorando esempi su esempi sarà capitato di incappare in script dimostrativi con variabili o classi che riportano nomi come hoge, piyo, fuga, hogepiyo, hogehoge, piyopiyo. Ebbene si tratta semplicemente di una serie di variabili metasintattiche usate spesso dai programmatori giapponesi, in pratica sono l’equivalente nipponico di ciò che rappresentano per un programmatore anglofono i termini foo, bar, baz, foobar, foofoo e barbar. Essendo Ruby stesso di origini giapponesi è facile incappare in questi termini, i quali talvolta vengono adottati anche da rubysti occidentali.
Scritto il 20 marzo 2007 alle 18:34 da NRK in Applicazioni, Windows
Un esempio banale ma abbastanza significativo delle capacità di LogParser:
Z:\Logs-IIS>logparser -i:IISW3C "SELECT SUM(sc-bytes) AS Downloaded FROM *.log WHERE sc-status = 200 AND sc-win32-status = 0 AND cs-uri-stem LIKE '_____%'"
Downloaded
--------------
23152422457588
Statistics:
-----------
Elements processed: 140151908
Elements output: 1
Execution time: 692.38 seconds (00:11:32.38)
Si tratta di una query lanciata su log generati da IIS 6.0 (365 file per 18 GB, quindi non propriamente poca roba) per calcolare il traffico totale effettuato per il download di file in un url ben preciso nell’ambito di un servizio internet privato attivo da un anno per un cliente dell’azienda. Dopo 11 minuti e mezzo di elaborazione su un normalissimo P4 3.0 GHz il risultato riporta poco più di 23 TB scaricati, insomma funziona egregiamente anche con numeri abbastanza sostanziosi. Vi avevo già parlato di LogParser ma mi piace ribadire la mia simpatia per questa utility, molto probabilmente in futuro tornerò con qualche messaggio riportante esempi pratici un po’ più complessi.
Scritto il 16 marzo 2007 alle 17:01 da NRK in Varie ed eventuali
Il 14 marzo si è svolto il primo workshop italiano dedicato alla Business Television, un incontro presso l’Università Bocconi di Milano in cui 16 aziende italiane hanno presentato al pubblico partecipante le loro esperienze in un campo che per certi versi deve ancora esprimere moltissime delle sue potenzialità in relazione alla fruizione dei contenuti coadiuvata dalle nuove tecnologie e che in Italia negli ultimi 4 anni ha iniziato a crescere in termini di adozione. Purtroppo non ho potuto parteciparvi, del resto il tema è più che mai di mio interesse essendo coinvolto lavorativamente proprio in questo campo anche se l’impegno mio e di una parte dei miei colleghi è rivolto alla realizzazione tecnica (informatica e infrastrutturale) delle piattaforme di comunicazione mentre questo workshop era incentrato più che altro sulla contenutistica. Un evento dedicato quindi ai format delle trasmissioni diffuse nei rispettivi canali, alle modalità di fruizione e tutto ciò che ne consegue: aspetti che conosco ugualmente, anche se in questo caso non approfonditamente, ma per una volta mi sarebbe piaciuto vederli come un esterno assistendo alle presentazione di esperti del settore per poi curiosare nelle reazioni della platea, inoltre alcune imprese hanno presentato dei prodotti realizzati dall’azienda per cui lavoro quindi tutto sommato mi sono un po’ pentito di non esserci potuto andare. Mi sono accontentato di un po’ di feedback da parte di qualche collega presente, per il resto ho provato a curiosare in giro per blog nella speranza di trovare qualche resoconto da parte di gente esterna ma come temevo non sono stato particolarmente fortunato, del resto l’argomento è molto di nicchia e questo non aiuta. Sarà per la prossima volta, nel frattempo pare proprio che il mercato si stia svegliando…
Scritto il 14 marzo 2007 alle 22:14 da NRK in Internet e dintorni, Varie ed eventuali
Arese è il comune dove vivo… e chissenefrega, direte voi. In effetti niente visto che interessa poco anche a me, ma oggi per puro caso sono capitato sul sito del comune scoprendo che è stato rifatto totalmente rispetto all’ultima mia visita di qualche mese fa. Ciò che mi ha sorpreso è che la realizzazione dal punto di vista prettamente tecnico non è per niente pessima, anzi!
- Sono riportati i loghi W3C XHTML 1.0 (Strict) e W3C CSS per testimoniare la validità del sito sotto questi due aspetti. Facendo un giro sul validatore online sembrerebbe proprio che sia così dato che il primo test risulta perfetto mentre il secondo restituisce solo qualche warning di poca importanza. Tutto il layout del sito è definito tramite i fogli di stile, sia per la visualizzazione su schermo che per la stampa (hanno usato l’attributo media).
- Ne consegue che il tutto risulta particolarmente leggero, si carica in pochissimi istanti.
- La struttura a tre colonne del sito è adattativa e quindi si adegua bene alle varie risoluzioni. Non soffre il cambiamento delle dimensioni dei font, definite con l’unità em e non in pixel.
- Disabilitando le immagini il sito rimane comunque tranquillamente navigabile, inoltre hanno usato ovunque l’attributo alt per le immagini
- Ha i feed RSS! Tra l’altro nelle pagine sono presenti i tag per l’autodiscovery dei feed stessi.
- E’ stato usato in più punti il tag acronym per le sigle. Scusate se può sembrare una banalità, ma soprattutto in siti del genere mi sembra più una rarità che altro.
Qualche pecca sparsa c’è volendo essere pignoli, per esempio: c’è un errore nella formattazione delle date negli articoli, le date non vengono mostrate nella home per gli articoli in evidenza o per le notizie (sarebbe più comodo invece averle), c’è un incomprensibile uso di un’immagine per il tasto di avvio ricerca (perché?) e sicuramente ci sarà altro che mi è sfuggito. Nel complesso però il risultato è decente considerando target e contenuti, in più schiaffeggia Italia.it in quanto ad accessibilità e ciò mi fa pensare una volta considerati i dovuti paragoni in termini di budget e di scala. Ok magari graficamente non è propriamente accattivante, ma è funzionale e comunque è pur sempre migliore del sito del Comune di Milano che fa ribrezzo in qualsiasi aspetto lo si voglia analizzare (provate poi a validarlo con gli strumenti online del W3C per farvi un sacco di risate). A testimonianza della differenza abissale tra vecchio e nuovo sito e del fatto che probabilmente il lavoro di migrazione non è ancora terminato, nella home è linkata ancora qualche pagina della vecchia versione. Magari sarò io che mi accontento di poco ma ammetto che questa scoperta mi ha fatto piacere, al contrario è triste accorgersi che a cercare di rispettare le normative vigenti in materia di accessibilità per i siti degli enti pubblici e statali ci sia il sito di un comune tutto sommato piccolo dell’hinterland milanese e non invece portali del turismo costati milioni di euro o siti di città importanti come Milano.