Archivio per il mese di aprile 2007



La mia chiavetta USB per le emergenze operative (seconda parte)

Nella prima parte vi ho parlato del set di applicazioni portabili per Windows che ho preparato sulla mia chiavetta USB, recentemente però ho pensato che non sarebbe stato male avere un sistema operativo sempre a portata di mano, in molti casi potrebbe tornare decisamente utile. La comodità di avere un sistema live su una chiave USB anziché su un CD è semplice: dimensioni ridotte di trasporto (nel mio caso, la MyFLASH è veramente piccola) e tempi di accesso in lettura nettamente superiori, un particolare che si traduce in tempi di caricamento e risposta più “amichevoli” per l’utente.

Ovviamente la scelta di Linux come sistema è stata quasi naturale anche soltanto per questioni legate a licenze varie nel caso avessi scelto Windows, invece è stata un po’ meno naturale l’identificazione della distribuzione più adatta anche se, con un pò di fortuna, sono incappato quasi subito in SLAX. SLAX è una distribuzione orientata dichiaratamente a un utilizzo live da mini-cd oppure anche da chiave USB, è basata su Slackware e attualmente è alla versione 5 stabile. In questo periodo è in preparazione la versione 6 che recentemente è giunta allo stadio di RC2 e ho deciso di utilizzare proprio questa versione poiché i software che la compongono sono più aggiornati ma allo stesso tempo la distribuzione base è più compatta delle precedenti. L’installazione sulla chiave USB è molto semplice, occorre soltanto:

  • scaricare l’immagine ISO o l’archivio TAR e decomprimerne il contenuto, rispettando la struttura indicata, su una chiave formattata in FAT32 (non è necessario quindi dover formattare la chiave con un FS Linux)
  • rendere avviabile la partizione della chiave USB usando syslinux, distribuito all’interno dello stesso archivio sotto forma di eseguibile già compilato sia per Linux che per Windows
  • copiare nella root della partizione resa bootabile i seguenti file presenti nella sottodirectory boot dell’archivio: initrd.gz, mt86p, syslinux.cfg, vesamenu.c32, vmlinuz.

Fatto ciò non resta che riavviare il computer per assistere al boot di SLAX, assicurandosi ovviamente che la pendrive sia inserita nel PC e che nelle impostazioni del BIOS vi sia la stessa chiave USB come prima opzione di periferica da cui effettuare l’avvio. La dicitura dell’opzione in questione può variare da BIOS a BIOS e spesso l’opzione Boot da floppy USB è si riferisce anche alle pendrive, occorre però tener presente che non tutte le schede madri offrono il supporto per questa funzionalità soprattutto nel caso di hardware non recente come il mio portatile che ormai ha 4 anni. Ci sono due opzioni per aggirare il problema:

  • creare un CD di boot utilizzando l’immagine ISO SLAX Boot CD (5MB) scaricabile dal sito. Una volta masterizzata, il CD vi permetterà di avviare la vostra SLAX da chiave USB oppure addirittura dal file ISO se lo avete memorizzato sull’hard disk.
  • creare un floppy di avvio DOS con tanto di driver USB. Io ho scelto questa opzione utilizzando l’immagine di un floppy di boot già pronta e basata su FreeDOS che potete scaricare direttamente a questo link. Per scriverla su floppy potete usare dd in Linux (dd if=fdboot.img of=/dev/fd0) oppure RaWriteWin in Windows, in seguito occorre modificare opportunamente il file fdconfig.sys per includere il caricamento dei driver Panasonic v2.06 ASPI Manager for USB mass storage per DOS forniti da Panasonic in Giappone per alcuni suoi prodotti e di cui potete trovare link ufficiale per lo scaricamento e un po’ di dettagli per la loro configurazione in questa pagina.

Nel caso abbiate scelto l’opzione del boot via floppy, una volta completato l’avvio di DOS non vi rimarrà altro da fare che identificare la lettera dell’unità che è stata associata alla chiavetta USB (nel mio caso C:\), andare nella cartella \boot\dos e lanciare slax.bat. Se tutto sarà andato a buon fine vedrete partire la procedura di boot di SLAX.

Tutto sommato anche nella peggiore delle ipotesi non è difficile, la ricompensa sarà avere un sistema operativo vero e proprio a vostra disposizione con supporto di rete, interfaccia grafica, supporto per il protocollo SMB (condivisione file e stampanti Microsoft), client di posta, browser internet, editor di testo, client desktop remoto con supporto per VNC, client di IM multiprotocollo, lettore di feed RSS, lettore di video, di CD e di MP3 e utilità di masterizzazione… il tutto in soli 200MB.

Se non dovesse bastarvi la dotazione di serie non c’è problema perché una delle caratteristiche vincenti di SLAX è sicuramente la sua assoluta modularità e semplicità per l’aggiunta di nuove applicazioni, rappresentate da moduli in forma di file LZM che possono essere caricati al boot oppure addirittura aggiunti o rimossi anche “a caldo”. Prossimamente vi parlerò più dettagliatamente delle caratteristiche salienti di SLAX con qualche tip per un migliore utilizzo.

Microsoft pronta con un Dynamic Language Runtime?

Personalmente spero che sia vero e del resto non faticherei a crederci visti gli sviluppi compiuti da Microsoft verso i linguaggi dinamici negli ultimi due anni, comunque…

Microsoft is readying a new software layer designed to allow dynamic languages to integrate more easily and tightly with its .Net Framework, according to sources. Microsoft is aiming to unveil the new technology — which it may christen as the “Dynamic Language Runtime” (DLR) — at its Mix ‘07 conference, which kicks off on April 30 in Las Vegas, sources added.

Vediamo se al MIX07 riveleranno effettivamente qualcosa in merito, intanto ecco l’articolo completo di Mary Jo Foley sui tech blog di ZDnet.

La mia chiavetta USB per le emergenze operative (prima parte)

Per effettuare la diagnostica su computer che si rifiutano di funzionare correttamente esiste l’immancabile Ultimate Boot CD che spesso si è dimostrato estremamente utile, tuttavia in diverse occasioni mi sono trovato nelle condizioni di avere necessità un po’ più operative, per esempio dover svolgere alcune attività fuori sede o da qualche amico tipo accedere a un FTP, collegarmi a un server SSH e magari fare pure qualche tunnel, oppure vedere qualche filmato senza avere il codec necessario e così via… il tutto senza installare alcun software sul computer ospitante. Per soddisfare questa esigenza ho preso la mia fidata MyFlash da 512 MB USB 2.0 e ho iniziato l’opera di creazione della mia personalissima chiave tuttofare per emergenze di questo tipo, partendo con la preparazione delle applicazioni Windows per me più utili. Dopo aver curiosato tra varie soluzioni di applicativi portabili ho deciso di optare per la PortableApps Suite, una collezione di software rigorosamente free e open source che risulta facile da gestire: mette a disposizione degli sviluppatori una struttura ben definita e un launcher unificati in modo che per gli utenti il tutto si riduca a un comodo menù da cui far partire o gestire tutte le proprie applicazioni su chiavetta. Ecco quali sono i software che ho deciso di avere sempre con me, in ordine rigorosamente alfabetico:

  • 7-Zip: un software di archiviazione semplice ma efficace che permette la creazione di archivi Zip, BZip, GZip, Tar, 7z e la lettura degli stessi formati più CAB, ARJ, ISO, RAR, LZH, Z ma anche dei pacchetti DEB e RPM.
  • ClamWin: un antivirus free per Windows con tanto di updater delle definizioni, decisamente comodo per controllare al volo se sono presenti virus o spyware senza però installare nulla sul computer.
  • FileZilla: client FTP veloce, leggero ma abbastanza completo. Offre il supporto per la connessione a server FTP su SSL o TLS oppure SFTP (FTP via SSH).
  • KeePass Password Safe: memorizzare, gestire e organizzare le proprie password con un archivio unico ma in maniera sicura attraverso un database criptato con AES e Twofish e accessibile tramite una master password coadiuvata volendo da un key file. La pagina delle feature sul sito ufficiale fornisce maggiori dettagli.
  • Mozilla Firefox e Mozilla Thunderbird: penso che queste due applicazioni non abbiano bisogno di presentazioni, per cui procedo oltre.
  • PuTTY: un notevole client telnet e SSH (v1 e v2) estremamente completo e stabile, può tornare molto comodo per trasferimenti via SCP o per effettuare port forwarding tramite un tunnel SSH.
  • SciTE: editor di testo leggero e orientato principalmente alla programmazione grazie ad alcune sue funzionalità e alla nutrita quantità di linguaggi supportati per l’evidenziazione del codice e il folding.
  • Sumatra PDF: un visualizzatore di PDF dal design estremamente minimalista.
  • VLC Media Player: in condizioni normali non lo utilizzo visto che sinceramente non l’ho mai sopportato, però non nego che può essere dannatamente utile se non si è al proprio computer e non si sa come visualizzare un filmato di cui magari manca pure il codec.

Con questi programmi, che in tutto occupano esattamente 100 MB sulla mia chiave USB, sono sicuro di svolgere il 90% di quello che potrebbe servirmi per emergenza coprendo anche casi piuttosto particolari, tuttavia sono disponibili molte altre applicazioni per grafica, office automation etc…

Supponiamo però che mi trovi di fronte a un computer che non fa più il boot nel sistema operativo, oppure che non ci sia installato Windows o ancora che per qualche motivo mi serva lavorare con Linux… beh, detto fatto: sulla stessa chiave USB c’è anche una distribuzione Linux pronta per l’uso (o pronta per il boot, se preferite), ma di questo vi parlerò nella seconda parte.

Pescando a caso dal mucchio…

  • In primavera sbocciano i fiori, si risvegliano i colori e spuntano i motociclisti della domenica: coloro che si armano di scooterone o motoretta solo quando spunta il caldo e il bel tempo e fanno lo slalom tra le macchine e il casino di Milano come se esistessero soltanto loro. Quelli che poi se inchiodi suonandogli e per fargli notare che forse forse rischiavi di tirarli sotto causa la loro idiozia, hanno poi il coraggio di mandarti a quel paese. Non ho nulla contro il motociclista duro e puro e che di norma è anche quello che va in giro per strada in maniera sensata, ma ho tutto contro l’altra razza sopra indicata. Già in giro ci sono abbastanza automobilisti TDC (acronimo di quello che potete benissimo immaginare), ci mancano solo i TDC a due ruote.
  • E’ uscito Mozilla Thunderbird 2.0: alleluja, è stata lunga ma è arrivato. Speriamo che sia valsa la pena attendere secondo me più del dovuto.
  • Qualche giorno fa, spinto dalla curiosità (o forse spinto dalla rottura di scatole dovuta al continuare a sentirne parlare) ho tentato di provare Second Life. Inutile dire che al decimo crash nel giro di 20 minuti ho deciso di lasciare perdere e disintegrare l’installazione, ma del resto non mi attira particolarmente è solo che non avevo molto altro di meglio da fare in quel momento.
  • Microsoft, tramite il suo opensource software lab al sito Port25, ha rilasciato un plugin per Windows Media Player 11 specifico per Firefox, ovviamente solo per sistemi operativi Windows.
  • Sempre Microsoft ha svelato il nome di quello che fino a qualche giorno fa era conosciuto come WPF/E: Silverlight. In pratica, ridotto ai minimi termini, si tratta di un Adobe Flash Player su steroidi e disponibile per piattaforme con sistemi Microsoft Windows e Apple MacOS X. Personalmente allo stato attuale delle cose mi interessa ben poco, quello che invece mi ha colpito è il fatto che dopo una sfilza di prodotti con denominazioni piuttosto inquietanti e sterili, finalmente i markettari di Microsoft hanno partorito un nome decente.
  • A parte le solite e immancabili pecche a-la-linux in termini di facilità e consistenza d’utilizzo per i comune mortale, Kubuntu 7.04 è piuttosto notevole e stabile. Peccato solo aver perso mezz’ora per riuscire a far andare il modulo mga_vid (da compilare) al fine di utilizzare lo scaler HW della Matrox G450 che ho su quel computer, salvo poi scoprire che con i filmati fullscreen c’è qualche piccolo problema di visualizzazione indipendentemente dal tipo di output utilizzato e dal codec del filmato (le righe dei filmati riprodotti in fullscreen risultano ognuna spostata verso destra da 0 a +10 pixel in modo apparentemente casuale).
  • Finalmente DELL ha sistemato un pò di magagne di firmware con la quarta revisione (A04) del suo monitor DELL 2407 WFP (magagne che nelle precedenti versioni erano fin troppo evidenti e limitanti), per cui ne ho comprato uno approfittando del 25% di sconto applicato in questo periodo. Qualche piccolo difetto nel firmware c’è ancora ma è di poco conto e/o facilmente risolvibile, comunque ne parlerò in modo tale da dare un’idea a chi volesse espandersi fino a 24″ con un monitor che supporta la risoluzione full-HD.

Ok basta, ho scritto fin troppo e il telefono squilla.

Wiki?

Quando ricevi una mail da un tuo collega con una delle soluzioni ai classici problemi subdoli e in fondo alla stessa ti viene suggerito di salvare il messaggio come candidato per il futuro wiki, di cui tra l’altro è da più di un anno che tra noi si dice quanto sarebbe comodo e fico averne uno, allora capisci come sia proprio giunto il momento di metterne in piedi uno all’interno della intranet. Intendiamoci, in realtà avevo capito che era giunto il momento di averne uno più o meno 5 o 6 volte nell’arco degli ultimi mesi, ma tant’è… insomma sono qui per chiedervi consiglio su quale applicazione preconfezionata utilizzare perché personalmente non ho troppa esperienza in materia. Per aiutarvi ad aiutarmi (uh?) vi posso dire che:

  • piccola aggiunta rispetto al messaggio originale: niente servizi di terze parti, per quanto professionali o completi possano essere. Preferiremmo tenere tutto in casa per questioni di sensibilità o riservatezza di certi contenuti.
  • per le nostre necessità (annotazione di indirizzi o soluzioni per amministrazione, tip di configurazione e workaround per i nostri server) non sono richieste funzionalità avanzatissime, l’importante è che sia semplice da usare e da mantenere.
  • memorizzazione dei dati su database, preferibilmente MySQL ma andrebbe bene anche MSSQL se l’applicazione consigliata che lo usa fa effettivamente al caso nostro.
  • possibilità di gestire gli accessi degli utenti con relativi permessi lettura/scrittura, in questo caso l’integrazione con Active Directory sarebbe altamente preferibile ma, in caso di assenza di alternative, potremmo anche sopravvivere con una soluzione che preveda utenze definite indipendente dal dominio. Diciamo che si tratta si di un utilizzo collaborativo dello strumento (altrimenti non avrebbe senso un wiki, del resto), ma l’accesso deve essere ristretto a determinati utenti e non è da escludere che non tutti abbiano la possibilità di modificare i contenuti.
  • non abbiamo preferenze di sorta riguardo alla piattaforma o il linguaggio di sviluppo su cui si basa il wiki che ci verrà proposto, vanno bene PHP (4 o 5), ASP.NET (1.1 o 2.0), Ruby (la situazione si farebbe già un po’ complessa in quanto non abbiamo in piedi webapp che sfruttino RoR per cui ci manca una struttura già configurata, ma potrebbe anche essere un’ottima scusa per pensarci). Facciamo così: evitate di consigliarci qualsiasi cosa sia sviluppato in Java, anche se dovesse trattarsi del wiki più spaziale che esista :-)

Non mi viene in mente altro per cui questo dovrebbe essere tutto, grazie in anticipo per qualsiasi eventuale suggerimento!