Archivio per il mese di maggio 2007



Quando il blog si fa duro, i duri cominciano a tumbleloggare

Una quindicina di giorni fa ho annunciato l’apertura di un mio tumblelog. Sono partito più che altro a intuizione e voglia di sperimentare, spinto inizialmente da un generico “vorrei uno spazio dove riportare quello che mi capita a tiro in modo veloce e senza porre limiti agli argomenti” finendo per scoprire in breve tempo che si tratta di un mezzo particolarmente interessante. Oggi è il momento di raccogliere le mie impressioni e tirare le somme.

Se dovessi descrivere con qualche parola un tumblelog direi: rapido per natura, essenziale per definizione, crossmediale per orientamento (citazioni, foto, video, link, testo), asociale al punto giusto (niente commenti, trackback, ricchi premi e cotillons). Sull’ultimo punto ho potuto notare disorientamento e un po’ di mal contento da chi si avvicina a questo mezzo in veste di autore, personalmente mi sono convinto solo dopo aver toccato con mano che un tumblelog è differente da un blog per concezione e proprio per questo vedrei la possibilità di commentare come un’estensione aliena allo strumento. Si vuole che un tumblelog offra le stesse possibilità di un blog? Allora forse non si vuole un tumblelog. Attenzione, non si tratta di una questione di menefreghismo verso il parere del lettore, trovo semplicemente che i contenuti di un blog risultino per natura e per forma più aperti alla discussione e alle domande altrui rispetto a quelli di un tumblelog che invece potremmo paragonare ad annotazioni, schizzi di idee e rimandi ad altri lidi. Ancora una volta, sono convinto che se si sente la necessità di inviare messaggi complessi e con una prospettiva di approfondimento o critica da parte di terzi, allora il tumblelog non è lo strumento adatto. Se proprio si vuole dare la possibilità di essere contattati dal proprio tumblelog, lo spazio per un link al proprio indirizzo e-mail si trova sempre.

Tutto sommato lo trovo un mezzo per comunicare divertente, inoltre la velocità con cui posso postare su Tumblr, anche grazie all’ausilio di WinTumblr, è veramente impressionante e mi permette di inviare segnalazioni che altrimenti non avrei mai avuto occasione di riportare insieme ovviamente a foto, citazioni, video e qualche messaggio estremamente breve. Dopo qualche giorno, necessario per cominciare a prendere un po’ di confidenza con il mezzo, penso di potermi ritenere soddisfatto della forma e dello stile che sto dando a a tumblelog is fine too per cui ho deciso di continuare, anche se i lettori dovessero rimanere pochi (attualmente noto 3 sottoscrittori al feed e 5 followers segnalati nella dashboard, sinceramente più del previsto ma a dire il vero la scarsità di audience non mi ha mai preoccupato particolarmente). BTW se volete farvi un’idea del panorama italico dei tumblelog, Tommaso Sorchiotti ha promosso un’iniziativa per censire, per quanto possibile, i tumbleloggers nostrani attraverso una lista che conta già quasi 180 link.

Prime impressioni su Popfly

Oggi ho potuto dedicare un po’ di tempo a una prova sul campo di Popfly, il nuovo tool online di Microsoft per la creazione di mashup e blocchi (le varie componenti che, quando combinate, formano i mashup) in maniera visuale e intuitiva sfruttando il runtime di Silverlight 1.0 beta… insomma, una sorta di Yahoo! Pipes su steroidi (molti steroidi). Devo ammettere che l’impressione maturata nei confronti di questo strumento per ora è buona soprattutto considerando che si tratta di una alpha, comunque ecco alcune considerazioni sparse:

  • la creazione dei mashup è effettivamente semplice e abbastanza intuitiva, ma probabilmente c’è spazio per ulteriori migliorie in questo senso. Sicuramente ci sono un po’ di particolari da sistemare all’interno del designer visuale, sia in termini di usabilità che di presentazione.
  • se necessario è sempre possibile metter mano alla catena di blocchi a un livello più basso, editando quindi il codice JavaScript manualmente. L’editor JS integrato supporta una funzionalità simile all’IntelliSense di Visual Studio con tanto di completamento automatico del codice, inoltre in futuro verrà esteso per supportare altre funzionalità come la colorazione del codice.
  • è disponibile un SDK con un manuale in PDF e una solution di Visual Studio, che in realtà può essere caricata anche in Visual Web Developer (che al contrario di VS è gratis).
  • attualmente sono pienamente supportati solo Internet Explorer 7.0 e Firefox 2.0, il supporto per altri browser arriverà in seguito. Come nota di contorno, le seguenti righe estrapolate da A note about Firefox all’interno del PDF nell’SDK fanno quantomeno effetto visto che si sta parlando di un prodotto Microsoft:

    When we said we like Firefox we really meant it. We’ve put a lot of effort into getting rid of bad habits, but we’re not there yet. We don’t want to go back to that bad behavior. You should really think about making your block work in both Firefox 1.5+ and IE 6+, and at the very least your block should work in FF 2.0 and IE 7.0.

  • Popfly funziona seriamente anche con Firefox 2.0, per la mia prova ho usato questo browser non avendo ancora installato IE7 su questo computer (e con IE6 effettivamente non funziona tutto a dovere).
  • le proprie creazioni, siano esse pagine web, mashup o blocchi, possono essere memorizzate in uno spazio personale su server di 25 MB e, volendo, da lì possono essere condivise con gli altri utenti della community di Popfly. Per esempio, la condivisione di un blocco può permettere ad altri utenti di utilizzarlo nei propri mashup personali e non. In realtà allo stato attuale di Popfly qualsiasi creazione deve necessariamente essere condivisa per essere salvata, ma nell’help viene detto chiaramente che questa limitazione sarà rimossa appena possibile.
  • tramite la funzionalità embed è possibile ottenere il codice per integrare i propri mashup in pagine web esterne, quindi volendo anche sul proprio blog per fare un esempio pratico.
  • per chi utilizza Windows Vista, tutti i mashup possono essere esportati come gadget e inseriti all’interno della sidebar… indipendentemente da cosa si possa pensare della sidebar, questa possibilità mi sembra un’idea intelligente.
  • l’editor WYSIWYG online per la creazione di pagine web non sarebbe nemmeno troppo malvagio se non fosse troppo limitato ai temi e alle grafiche predefiniti, ma del resto questa funzionalità dovrebbe essere destinata a gente con un profilo tecnico pressoché nullo.
  • tra i blocchi ufficiali creati dal team di sviluppo si possono notare diversi, almeno 6, riguardanti applicazioni Yahoo!, eppure di blocchi con applicazioni Google non c’è nemmeno l’ombra. Si tratta di un caso, di una scelta tecnica o di una scelta politica?

Nonostante qualche baco sparso qua e là e pressoché nessuna possibilità di effettuare un minimo di debug senza l’utilizzo di strumenti esterni (comunque illustrati nell’SDK sia per Firefox che per Internet Explorer), in generale mi sembra che i risultati siano già piuttosto buoni considerando che la versione finale non dovrebbe essere propriamente dietro l’angolo. Sicuramente c’è spazio per moltissimi miglioramenti e forse qualche altra funzionalità, prossimamente vedrò di fare ancora un po’ di esperimenti ed eventualmente vi informerò non appena avrò inviti a disposizione (per ora penso che possa dispensarli solamente il team di sviluppo).

Mono e DLR? Già ci siamo

Risale a poche ore fa la notizia secondo cui il Mono Project avrebbe già raggiunto, grazie ai recenti check-in e in soli 16 giorni, la compatibilità necessaria per avere IronPython 2.0A1 con il supporto per il DLR funzionanti all’interno del proprio runtime. Notizie molto buone, insomma. Intanto John Lam ha scritto un messaggio intitolato “Modularity, Ruby and Doing the Right Thing” con lo scopo di chiarire le scelte riguardanti due righe comparse nella demo di IronRuby al MIX’07 e che sembrano aver fatto storcere il naso a parecchia gente (sinceramente il primo impatto ha lasciato qualche dubbio anche a me, ma non ho avuto modo di pensarci molto). Personalmente sono molto contento di constatare come la disponibilità di John sia rimasta la stessa di quando ancora non lavorava in Microsoft, inoltre noto un’apertura verso idee alternative che penso sia reale e sincera. Ho grosse aspettative per IronRuby e non vedo l’ora che il progetto approdi su CodePlex. Nel frattempo sono curioso di vedere se riuscirò a installare, ovviamente in ambiente virtuale, Visual Studio Orcas Beta 1 su Windows 2008 Beta 3 (questo già pronto) per poi ficcarci l’ultima alpha di IronPython con il DLR e infine fare qualche prova con Silverlight 1.1 alpha… qui è tutto alpha e beta. Ah, prima di lasciarvi vorrei tornare un secondo a parlarvi del Mono Project per segnalarvi l’annuncio dei risultati soddisfacenti raggiunti dal porting (non ufficiale) di Paint.NET 3.0 sul recente Mono 1.2.4.

A tumblelog is fine too – by NRK

Va bene anche un tumblelog. Nelle ultime settimane ci ho pensato spesso in relazione alla voglia di postare link, immagini o citazioni rapidamente e senza pensarci troppo, soprattutto senza “sporcare” le pagine di questo blog. Dico “sporcare” perché questo è uno spazio dedicato per il 90% all’informatica con annessi e connessi e come tale vorrei tenerlo, al massimo in futuro potrebbero variare le percentuali delle tipologie di contenuti ma non prevedendo nulla di sconvolgente in merito mi piacerebbe non contaminarlo più del necessario con roba che nulla avrebbe a che fare con l’argomento principale. E’ inoltre mia convinzione che trattandosi di un blog vi dovrebbero comparire messaggi, per quanto brevi, con un minimo di approfondimento, spesso però il tempo non mi concede molto o la natura stessa del contenuto non ne richiede di particolari. Tirando le somme un tumblelog mi è sembrato lo strumento perfetto per ciò che ho in mente: condividere note veloci ma anche qualche cavolata di varia natura ed eventualmente effettuarne un link con messaggi specifici su clorophilla.blog per ulteriori approfondimenti, se e quando necessario. Sempre parlando di contenuti vorrei anticiparvi che non intendo porre limiti agli argomenti ma penso proprio che vi riporterò di tutto, per cui non dovrete stupirvi se in mezzo a roba informatica e di programmazione vi saranno link e immagini di varia natura mischiati a qualche cosa sul Giappone e sul giapponese. Questo per avvisarvi che con “intendo parlare di tutto”, intendo proprio di tutto. Un mio personalissimo scratchbook online, mettiamola così. L’utilizzo di un termine anglofono per definirlo non è del tutto casuale dal momento che ho deciso di cominciare in inglese, l’unica incognita è rappresentata solamente dalla costanza di questa scelta… al massimo continuerò in italiano se mai mi stuferò, ma spero di no. Tra l’altro dalla regia mi dicono che questa cosa dei tumblelog sta cominciando ad andare molto di moda e come se non bastasse fa molto uebb due punto zero. Beh poteva andare peggio, poteva fare anche molto social per cui non posso lamentarmi troppo. Insomma, a tumblelog is fine too (sottotitolo: chi mi ama mi segua… detto questo, me la sono gufata da solo).

PS: Tumblr (il servizio che ho utilizzato per aprire il mio tumblelog) mi sembra molto carino e altrettanto semplice da utilizzare.

Tanti linguaggi di programmazione ma… quale sei?

Attraverso un post di Fullo scopro l’ennesimo test dell’ormai sterminata serie “rispondi a queste domande e ti dirò chi sei“. Quale linguaggio di programmazione sei? Non saprei, vediamo che mi dice il quiz…

Apperò, Smalltalk mica pizza e fichi. Meno male che non mi ha risposto PHP o Java, mi sarei offeso :-)

Tanto per rimanere in tema parlandovi però di cose molto più utili, una serie di congiunzioni astrali e planetarie ha portato riffraff (btw, grazie per Joost :-) ) a segnalarmi GoTo 10, un blog italiano di natura collaborativa aperto di recente e dedicato ai programmatori e alla programmazione. La caratteristica che lo distingue da altri progetti similari è quella di non fossilizzarsi su una tecnologia informatica in particolare ma di spaziare nella moltitudine di linguaggi e piattaforme di sviluppo che abbiamo a disposizione al giorno d’oggi. Come suggerisce l’about page:

GoTo10 vuole essere un punto in cui i programmatori veri, quelli che non si limitano a imparare una tecnologia perché gli serve ma che lo fanno perché è bello farlo, si possano incontrare e confrontare.

E’ comunque interessante la varietà dei contenuti, i quali vanno da ciò che potremmo considerare come cultura generale dell’informatica a notizie di carattere più informativo. Per ora il massimo che posso fare è consigliarvi di tenerlo d’occhio ma non mi dispiacerebbe provare a collaborare, purtroppo però le ore che compongono una giornata sono una costante inizializzata da qualche maledetto a un numero troppo basso (solo 24, ma stiamo scherzando?) per cui prima dovrei riuscire a trovare un miglior algoritmo di compressione, possibilmente non distruttivo, del lavoro. O magari potrei recuperare tempo evitando di pensare e riportare cavolate come nell’ultima riga che ho scritto. Ci ragionerò un po’, intanto buona lettura.