Provando Kubuntu 7.10 beta 1…
Negli ultimi due giorni ho installato sul computer nuovo la prima beta di Kubuntu 7.10 Gutsy Gibbon. I motivi per aver scelto Kubuntu, anche in passato, sono tutto sommato molto semplici:
- pochi sbattimenti… in passato mi è capitato di averne una quantità sensibilmente inferiore rispetto ad altre distribuzioni sullo stesso hardware e sinceramente, pur piacendomi il fatto di andare a tampinare a destra e a manca nel sistema, non è che abbia troppa voglia di perdere tempo nel configurare X o compilare Y quando il tempo che mi avanza non è che sia troppo e io voglio un sistema da poter usare e non uno da dover continuamente configurare.
- non mi piace il look ‘n’ feel delle GTK, che cerco di sopportare solo in Xubuntu, mentre non mi ha mai attirato Gnome, preferisco di gran lunga la flessibilità e l’estetica di KDE (non è un flame-bait
)
L’installazione è andata bene e tutto l’hardware è stato riconosciuto senza problemi. Come mi sarei aspettato X è stato configurato per gestire la ATI X1950 XT con i driver VESA ma è bastato un click nel gestore dei driver con restrizioni per il passaggio ai driver proprietari AMD/ATI e al modulo FGLRX. Per ora niente Compiz Fusion, mi dispiace ma non metterò mai nemmeno sotto tortura quell’aborto di XGL e attenderò fiducioso il rilascio dei driver AMD/ATI 8.42 stabili che teoricamente dovrebbero introdurre il supporto per AIGLX.
La prima sorpresa all’avvio è stata l’abbandono del violetto relativamente vomitevole nel tema di default e che è stato caratteristico di Edgy 7.04. Ora si è tornati al blu, anche se più chiaro e brillante dell’originale. Graficamente l’interfaccia è sempre più curata e rifinita, un fatto che personalmente ha molto peso poiché a me piacciono ordine, pulizia e cura nell’aspetto. Ho sempre avuto la netta sensazione di utilizzare un sistema o un programma con molto più piacere quando sono presenti queste condizioni. Inoltre ho l’impressione che Adept sia decisamente migliorato sia in termini di usabilità che di prestazioni dall’ultima volta che l’ho utilizzato (solitamente vado direttamente apt-get da console e probabilmente in Feisty non l’ho mai usato). In generale il sistema sembrerebbe essere già particolarmente stabile e responsivo nonostante si tratti della prima beta e devo dire che sono rimasto particolarmente sorpreso perché nelle beta di Feisty e ancor prima di Edgy ho avuto problemi sparsi, anche se di piccola entità.
Una delle novità che negli ultimi mesi hanno fatto discutere nella comunità di KDE è stata sicuramente l’introduzione di Dolphin, il nuovo file manager ottimizzato che nel tempo dovrebbe cercare di far migrare l’utenza da Konqueror per quel che riguarda la gestione dei file (ma Konqueror manterrà ugualmente le sue capacità di file manager). Dolphin è presente di default in Gutsy e tutto sommato devo dire che non mi dispiace utilizzarlo nonostante dimostri ancora segni di immaturità, più nell’ambito di usabilità e interfaccia che di stabilità. Essendo comunque un’applicazione giovane direi che è piuttosto normale.
Strigi invece non mi entusiasma particolarmente, ma anche in questo caso si tratta di un prodotto molto giovane. Se fosse più integrato e non sembrasse un applet buttato lì a caso forse potrebbe risultare un po’ più utile e gradevole da utilizzare, per ora mi lascia perplesso (c’è comunque da dire che non ho mai usato applicazioni di indicizzazione e ricerca sui miei computer, quindi è probabile che il mio giudizio risenta anche della mia mancanza di necessità).
Avendo finalmente un computer abbastanza potente e doppio core a disposizione su cui far girare Kubuntu in modo nativo (Edgy è installata su un Pentium 4 1.4 Ghz e Feisty è virtualizzata) non potevo certo non provare l’ebbrezza della virtualizzazione in Linux. Questa volta però ho deciso di non utilizzare le soluzione di VMWare, che sfrutto regolarmente in ambiente Windows, ma Virtual Box 1.5 OSE. Anche qui una sorpresa: il prodotto è ben curato e anche particolarmente veloce. Ha indubbiamente un po’ di funzionalità in meno rispetto a VMWare Workstation 6 ma tutto sommato non sono nemmeno così tante e importanti. Ha gli snapshot e già questa è un’ottima cosa. L’unico vantaggio di utilizzare VMWare in Linux, a meno di esigenze particolari, potrebbe essere l’ampia disponibilità di macchine virtuali preconfezionate, ma in effetti non ho ancora cercato in giro e potrei scoprire che anche per VBox ne esistono già. Attenzione però all’inghippo in Gutsy: al pacchetto presente nei repository manca il modulo kernel di Virtual Box per cui le vostre macchine virtuali non potranno essere avviate, mostrando invece un errore di tipo VERR_VM_DRIVER_NOT_INSTALLED. La soluzione, ricavata da un thread di Ubuntu Forums che però non ho più sottomano, consiste in:
sudo apt-get install virtualbox-ose virtualbox-source-ose sudo module-assistant prepare sudo module-assistant auto-install virtualbox-ose # Aggiunge l'utente al gruppo vboxusers, in seguito occorre disconnettersi e rifare il login sudo adduser <username> vboxusers
A questo punto Virtual Box sarà in grado di funzionare regolarmente.
Unico problema per ora riscontrato: la morte istantanea di Kaffeine nel tentativo di visualizzare qualsiasi filmato, stesso problema documentato qui. Per il resto, in linea di massima Gutsy Gibbon sembra promettere bene: ottima facilità d’uso, ottima rilevazione dell’hardware, ottime prestazioni, buona configurazione di default. Speriamo che la stabilità venga mantenuta anche nella release finale, prossimamente farò ancora un po’ di prove.
