Archivio per il mese di gennaio 2008



Musica per le mie orecchie: AKG K701

AKG K701

A me piace la musica: ascolto di tutto o quasi, ma l’importante è che mi piace ascoltare bene e possibilmente in cuffia. Di sicuro non posso considerarmi un audiofilo, però penso di capirci qualcosa e di avere un orecchio un po’ viziato per la qualità e decentemente allenato per i dettagli. Nonostante non mi mancassero delle buone cuffie, da qualche mese ne avevo adocchiato un paio che mi sarebbe piaciuto possedere e cioè le K701, il modello di punta di AKG. La preferenza per AKG è quasi una tradizione dal momento che ho usato per alcuni anni un paio di K240 Studio (il modello di 20+ anni fa, non quello attuale che sembrerebbe suonare leggermente peggio) e nell’ultimo anno e mezzo un paio di K271 Studio, ma al tempo stesso si tratta di una scelta precisa visto che di solito le sue cuffie sono abbastanza bilanciate nella resa delle varie frequenze. Finalmente da qualche settimana il desiderio si è trasformato in possesso e dopo circa un centinaio di ore di ascolto posso confermarlo: queste K701 sono delle cuffie fenomenali, pressoché perfette.

Forse è bene partire dal presupposto che non si tratta di cuffie per tutti i gusti, probabilmente non sono adatte agli amanti del "basso potente" proprio per il fatto di essere delle reference molto equilibrate. Questo però non significa che i bassi siano assenti, al contrario sono ben presenti ma la differenza è che con queste cuffie riescono a risultare caldi e naturali ma soprattutto dannatamente precisi, non andando però a sovrastare la presenza delle altre frequenze. Personalmente sono sempre stato convinto che equalizzare all’esasperazione le basse frequenze o avere un impianto/cuffie sbilanciati molto verso di esse non voglia assolutamente dire asoltare musica, ma solo ed esclusivamente sentire casino. sono cuffie che hanno bisogno di un po’ di pazienza per un burst-in iniziale se nuove (personalmente ci credevo poco ma sembrano essersi realmente slegate nel giro di una cinquantina di ore) e un po’ di ore di ascolto per comprenderne pienamente le peculiarità sonore. Potremmo paragonare questa esperienza a quella che si prova quando ci si trova di fronte a un album musicale che magari non impressiona all’inizio ma che si riesce ad apprezzare sempre di più con il passare degli ascolti, fino a diventare uno dei vostri preferiti (a suo tempo mi è capitato con il concept album Metropolis pt.II – Scenes from a Memory dei Dream Theater, per fare un esempio).

AKG K701 con base d'appoggioUna delle caratteristiche principali è sicuramente l’ampia presenza scenica del suono che riescono a trasmettere, un po’ per merito del tipo di cuffia che è a padiglione aperto ma anche per merito di un’ottima resa, precisa e limpida, delle medie e alte frequenze. Trattandosi di cuffie a padiglione aperto hanno il piccolo difetto, sempre che possa essere considerato tale, di non offrire un isolamento ottimale dai rumori d’ambiente esterni. Inoltre, non costringendo il suono all’interno del padiglione, chi vi sta di fianco può sentire senza problemi ciò che state ascoltando, anche se a basso volume. Tuttavia non c’è storia, il suono migliore e più vivo esce da questo tipo di cuffie e tornando indietro alle K271, che sono comunque delle cuffie estremamente buone ma a padiglione chiuso, le sonorità risultano palesemente ovattate e costrette se confontate direttamente con quelle delle K701 sugli stessi brani. Trattandosi comunque di cuffie di un certo livello e con una impedenza particolarmente elevata, occorre avere a disposizione un’uscita cuffia adeguatamente amplificata per cui un banale lettore portatile (che sia iPod o simili piuttosto che lettori cd walkman) di sicuro non riuscirà mai a pilotarle adeguatamente, in questo caso diventa indispensabile un amplificatore cuffie separato nel caso vogliate usarle per ascoltare i vostri brani in comodità in casa.

Sotto il profilo costruttivo, abbandonando quindi le doti puramente sonore, le K701 sono assemblate  indubbiamente molto bene e con buoni materiali. I pad, oltre ad essere sagomati con spessore variabile per permettere ai padiglioni di orientarsi con maggior efficacia, sono piuttosto morbidi e in velluto, una manna se indossate per tanto tempo le cuffie visto che i pad in pelle dopo un po’ fanno sudare e diventano particolarmente fastidiosi d’estate. Il materiale plastico di assemblaggio sembra essere buono sia alla vista che al tatto. In generale sono cuffie leggere e piuttosto comode, anche se personalmente alla lunga trovo un filo fastidiosa l’imbottitura a cuscinetti sottostante alla fascia poggiatesta, un po’ troppo dura probabilmente. Forse è solo una questione di gioventù della cuffia e probabilmente con il passare del tempo gli stessi cuscinetti si ammorbidiranno. Colpisce anche il look, magari un po’ troppo palesemente iPod-ish ma sicuramente sono riusciti a fondere perfettamente il classico stile AKG con uno più stiloso ma elegante, senza esagerazioni.

Tirando le somme queste cuffie sono molto equilibrate, con un livello di dettaglio generale impressionante e con un suono vivo e naturale: riascoltando brani vari (da musica classica a progressive metal) in alcuni casi sono riuscito a cogliere particolari e sfumature che fino ad oggi mi erano sfuggiti. Tutto questo, unito al fatto di essere altrettanto ottime dal punto di vista costruttivo e a essere vendute in una confezione semplice ma di stile che racchiude anche una base d’appoggio apposita per non lasciarle in giro allo stato brado, le rende delle cuffie che rasentano la perfezione nella loro categoria e un ottimo acquisto. Il prezzo oscilla tra i 320€ e i 350€, non sono certamente spiccioli ma la loro qualità è direttamente proporzionale al loro prezzo, per cui sarete ampiamente ripagati dalle loro prestazioni se sapete apprezzare un certo tipo di ascolto.

Windows Update, Windows Live Writer e SyntaxColor4Writer

Primo post del 2008 all’alba del tredicesimo giorno di gennaio, complimenti a me stesso per la tempestività. Insomma, anche se con un ritardo madornale vorrei augurarvi un buon 2008… per lo meno ora sapete che non ho fatto la fine del topo. Tornando al titolo del messaggio, oggi vagando a caso per internet ho trovato conferma sul blog di Davide Vernole a un sospetto che già mi era venuto nei giorni scorsi ma su cui non avevo indagato più di tanto per mancanza di tempo: dopo l’ultimo Windows Update che ho effettuato, SyntaxColor4Writer ha smesso di funzionare in Windows Live Writer. In realtà nell’approvare gli aggiornamenti avevo notato con la coda dell’occhio una voce riguardante Windows Live Writer per cui mi era bastato fare 1+1, ad ogni modo mi sono ritrovato impossibilitato a usare il mio plugin preferito per la formattazione del codice client-side data anche la mancanza di aggiornamenti pubblicati sul sito ufficiale dell’autore. Accidenti, proprio quando volevo mettermi di buzzo buono per aggiornare la mia definizione della sintassi di Ruby alle novità della 1.9. Oh well, poco male, rispolveriamo un mio post pubblicato in occasione del rilascio di WLW B2 e adattiamolo all’esigenza odierna:

  1. E’ necessario avere installato Visual Studio dal momento che verrà utilizzato ILDASM per effettuare il dump del relativo codice IL della DLL di SyntaxColor4Writer. In teoria credo sia possibile usare anche monodis (l’equivalente per Mono) ma sinceramente, non avendolo mai provato, non ho idea di quale possa essere il risultato finale e del suo grado di compatibilità.
  2. Creiamo una directory in cui copiare il file IStaySharp.SyntaxColor4Writer.dll e apriamo una shell dei comandi puntando alla stessa per eseguire vsvars32.bat (importa tutte le variabili d’ambiente per usare i tool di VS)
  3. Per effettuare il dump completo con ildasm.exe via command line dovremmo specificare una sfilza di parametri abbastanza lunga, per cui lanciamolo senza argomenti per eseguirlo in modalità GUI: a questo punto importiamo la DLL IStaySharp.SyntaxColor4Writer.dll e facciamone il dump nella directory corrente spuntando tutte le opzioni nella dialog delle dump options. Per comodità salviamo il file IL risultante con il nome IStaySharp.SyntaxColor4Writer.il
  4. Apriamo con un editor di testo qualsiasi il file .IL appena generato e sostituiamo tutte le occorrenze della stringa .ver 12:0:1366:1026 con .ver 12:0:1367:1128 (in totale dovrebbero essere effettuate 3 sostituzioni). Con questa procedura non facciamo altro che aggiornare le reference agli assembly esterni di WLW specificando la nuova versione degli stessi, in realtà basta questo perché le API esposte da WLW verso i plugin non sono cambiate.
  5. Ora dobbiamo ricompilare la DLL con ILASM: torniamo alla shell e lanciamo questo comando:
    ilasm IStaySharp.SyntaxColor4Writer.il /dll /res:IStaySharp.SyntaxColor4Writer.res
  6. Una volta generata la nostra nuova versione di IStaySharp.SyntaxColor4Writer.dll non resta altro da fare che sostituire la DLL attualmente esistente nella directory Plugins di WLW e lanciare il programma.

Istruzioni sicuramente della mutua per uno sviluppatore .NET rodato, ma possono tornare comode ugualmente. A meno di cambiamenti particolari o differenze nelle API, come accaduto nel passaggio da B1 a B2 di WLW, questi passaggi dovrebbero rimanere validi anche per eventuali update futuri: basterà semplicemente aggiornare le stringhe di sostituzione con le relative versioni. Come in passato, se qualcuno avesse bisogno della DLL aggiornata e pronta per l’uso non dovrà far altro che contattarmi (anche privatamente, ho aggiunto l’indirizzo email in fondo alla pagina delle note in attesa di miglior organizzazione :-) )